Sembrerebbe che un parassita, o meglio un iperparassita, sia il miglior candidato per combattere la ruggine del caffè o CLR (Coffee Leaf Rust). 

Lo afferma il professor Kristoffer Hylander, docente all’Università di Stoccolma. Il primo a studiare l’interazione tra il parassita che attacca le foglie del caffè, la ruggine appunto, e l’iperparassita che, a sua volta, cresce sopra di essa.

La ruggine del caffè: di cosa si tratta?

E’ un fungo parassita che attacca le foglie della pianta del caffè fino a farle cadere. Colpisce soprattutto la qualità Arabica: la più pregiata, ma anche la più delicata. 

La prima epidemia da CLR di cui abbiamo notizia risale al 1869, anno in cui interessò le coltivazioni dell’attuale Sri Lanka. Da allora si è diffusa nelle varie aree del mondo coltivate a caffè. Nel 2012 ha avuto inizio una grave epidemia che ha colpito il Centro America ed ha contribuito al drastico calo delle esportazioni.  

Un possibile rimedio naturale

Il professor Hylander ha studiato in Etiopia, la culla dell’Arabica, proprio l’interazione tra la ruggine ed un suo nemico giurato, un fungo iperparassita che vi cresce sopra. Ha scoperto che dove l’iperparassita è presente, la CLR incontra più difficoltà a diffondersi. 

Lo studio è ancora agli inizi, ma si spera che possa raggiungere gli obiettivi sperati. Attualmente, infatti, per debellare la ruggine del caffè si ricorre ai pesticidi. Ma è certamente auspicabile che si trovino dei rimedi naturali nel rispetto dell’intero pianeta. 

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