Negli ultimi anni in Cina, tra i grattacieli e gli uffici di Pechino, il caffè è diventato la bevanda più cool, complice anche uno standard di vita complessivamente migliorato.

E’ storia risaputa che la Cina è un grande consumatore di tè, tuttavia le statistiche più recenti raccontano un’altra verità: ogni anno il consumo di caffè cresce di circa il 20%.

Le code di giovani al bancone delle caffetterie sparse nelle metropoli parlano chiaro: il consumo si concentra tra i giovani professionisti under 35. All’interno di questa classe media emergente di consumatori di caffè, le donne rappresentano la quota maggiore: addirittura il 70%.

Ma non è il classico espresso all’italiana che i cinesi gradiscono maggiormente, troppo amaro per il loro palato: a farla da padrone sono i beveroni variamente vanigliati e shakerati. “caffellatte al pistacchio”, “macchiato al caramello”, “affogato al gelato”, … e chi più ne ha più ne metta!

E così è partita una vera e propria guerra tra i colossi del settore.

Starbucks con il suo famoso “Frappuccino” aprirà entro il 2022 un punto vendita ogni 15 ore, raddoppiandone il numero a 6000. La rivale Costa, acquisita recentemente da Coca Cola, triplicherà fino a 1200. La giovane startup cinese Luckin Coffee è già arrivata a quota 1000, con un modello di gestione tutto digitale. Ormai il trend è, infatti, quello della consegna a domicilio tramite ordine via smartphone. E così ci si sta attrezzando anche per pagamenti con riconoscimento facciale e consegne tramite droni.