Un recente provvedimento approvato dall’Unione Europea impone agli stati membri di vietare l’utilizzo di una serie di oggetti realizzati in plastica usa e getta. Tra questi, oltre a piatti e posate, anche le palettine che comunemente si utilizzano per miscelare il caffè. Anche le capsule di caffè in plastica sono ormai destinate a vita breve.

A fine Marzo di quest’anno il Parlamento europeo, con 560 voti a favore, 35 contrari e 28 astenuti, ha approvato in via definitiva la direttiva che vieta la vendita di alcuni articoli in plastica monouso all’interno dell’Unione.

Inquinamento dei mari

Questa misura si è resa indispensabile per via delle catastrofiche statistiche sull’inquinamento, soprattutto quello dei mari. Oltre l’80% dei rifiuti pescati in mare è, infatti, costituito da plastica, materiale caratterizzato da una lentissima decomposizione.

Solo in Europa ogni anno si producono circa 26 milioni di tonnellate di plastica e solo il 30% di essa è riciclabile. E tutto il resto? Finisce in mare.

Numerose sono ormai nel mondo le “isole di plastica”: la più grande è la Pacific Trash Vortex, nell’Oceano Pacifico. Si stima che le sue dimensioni siano comprese tra un minimo di 700.000 km quadrati fino a più di 10 milioni di km quadrati.

Un grande grido di aiuto contro il disastro ambientale dell’inquinamento dei mari è arrivato anche dalla recente edizione della Milano Design Week, tenutasi dal 9 al 14 Aprile scorsi. L’installazione luminosa, quasi sanguinolenta, chiamata “HELP THE PLANET, HELP THE HUMANS”, dell’artista Maria Cristina Finucci, è stata realizzata con circa due tonnellate di tappi di plastica. I tappi, contenuti in sacchi di reti per alimenti dal colore rosso, sono stati poi ingabbiati in strutture ferrose per formare le quattro grandi lettere della parola “HELP”.

La nuova direttiva UE

Secondo Frèdèrique Ries, eurodeputata belga relatrice del provvedimento,

“la nuova Norma ridurrà il danno ambientale di 22 miliardi di euro, ovvero il costo stimato dell’inquinamento da plastica in Europa di qui al 2030”.

Nella Norma si vieta la vendita di alcuni specifici articoli in plastica monouso. Sono stati banditi cotton-fioc, piatti, posate, cannucce, palettine per bevande, bastoncini per palloncini e contenitori per alimenti realizzati in polistirene espanso.

Per altri articoli, invece, sono previste misure diverse come nuovi requisiti di progettazione e di etichettatura.

In ogni caso, entro il 2025 gli Stati membri dovranno ridurre del 25% il consumo dei prodotti in plastica per i quali non esistono alternative. Per altre materie plastiche, come le bottiglie per bevande, si dovrà arrivare ad una percentuale di riciclo del 90%.

La plastica nel mondo del caffè porzionato

Data la nuova normativa europea, ma grazie anche alla sensibilizzazione crescente verso i temi dell’inquinamento e del riciclo, l’utilizzo della plastica monouso ha ormai le ore contate anche nel settore del caffè, soprattutto nel segmento del porzionato.

In questa fetta di mercato, purtroppo ad oggi sono ancora molti gli articoli in cui la plastica è il maggior componente: palettine, bicchierini, capsule, blister.

Già alcune aziende pubbliche in Italia sono diventate “plastic free”, aderendo alla campagna promossa dal ministero dell’ambiente #iosonoambiente. Si utilizzano palettine in  legno per mescolare le bevande e bicchierini in carta per contenerle. I dipendenti bevono l’acqua da borracce di alluminio riciclato. Idem in alcune università, come per esempio quella di Catania: sono stati introdotti gli erogatori per l’acqua, per evitare che gli studenti acquistino le bottigliette in plastica.

E le capsule? Un gruppetto di ricercatori dell’Università Bicocca di Milano ha lanciato una raccolta fondi racimolando 7.500 euro per il progetto “Caffè senza tracce”. Questo studio prevede lo smaltimento sostenibile delle capsule di caffè in plastica usate nell’ateneo milanese: 5.000 quelle consumate in un anno solo dagli 11 ricercatori!

Con un macchinario già esistente, prodotto dall’azienda White Star di Rieti, è possibile separare le componenti delle capsule, destinando la plastica al riciclo ed il caffè al compostaggio. Sarà così possibile fertilizzare l’Orto Comune Niguarda, un’area di 4.800 mq all’interno del Parco Nord di Milano.

Ma l’alternativa ancora più sostenibile esiste ed è quella della realizzazione di capsule totalmente compostabili. In Germania nelle aziende pubbliche sono già obbligatorie.

In Italia, attualmente, solo poche aziende produttrici si sono adoperate per realizzare capsule compostabili, ma molto è ancora da fare. Ci si scontra con i costi elevati delle materie prime che, ovviamente, si ripercuotono, e non poco, sul prezzo al pubblico dei prodotti.

BeCoffee Green

In BeCoffee siamo fermamente convinti che è necessario far qualcosa sin da subito per salvare il pianeta, a prescindere dalle imposizioni e scadenze normative. La nostra scelta ecologica si concretizza nella ricerca e selezione quotidiana di un numero sempre crescente di prodotti biologici, sostenibili e compostabili.

Rispettare la natura anche mentre beviamo un buon caffè è possibile!

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