Caffè e sostenibilità vanno ormai a braccetto, per un futuro del pianeta sempre più green. Sono state create nuove varietà attraverso incroci tra specie diverse e senza modificazioni genetiche. Ricordi? Ne avevamo parlato anche nel nostro articolo di qualche mese fa  Il caffè del futuro: come sarà?

Si cerca di dare vita alla pianta di caffè ideale. Sostenibile, resistente ai parassiti ed alle variazioni climatiche, ma soprattutto a bassa emissione di carbonio

Maggiore resa della pianta, minore impronta ecologica

Sono stati gli scienziati della Nestlè a dar vita a queste nuovissime cultivar di Robusta, che garantiscono una resa del 50% in più per ciascuna pianta. Maggiore resa significa maggiore produzione di caffè, ma con la stessa superficie agricola occupata. E, quindi, stessa energia utilizzata per le coltivazioni e stesso quantitativo di fertilizzante impiegato. Ciò porta ad una riduzione del 30% dell’impronta di biossido di carbonio dei chicchi di caffè verde. Di conseguenza, si riduce anche l’emissione di CO2 legata al consumo del caffè espresso in tazzina.

Al via la sperimentazione anche sull’Arabica

Mentre la coltivazione di queste nuove varietà di Robusta è già partita in America Centrale, si continua a sperimentare anche sulle varietà di Arabica. 

Alcuni studi si focalizzano sulla resistenza delle piante alla ruggine del caffè, argomento che abbiamo già trattato nell’articolo Un parassita salverà il caffè?

Altri puntano alla produzione di piante di caffè più resistenti alla siccità, soprattutto nei territori africani. Avevamo già affrontato il tema dei cambiamenti climatici nel nostro articolo Coltivazioni di caffè in Africa: quale futuro? 

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