Il caffè fin dalle sue origini è stato il fedele compagno di molti artisti, stimolandone la creatività. Per alcuni è addirittura materia prima per sorprendenti capolavori. In quest’articolo facciamo un piccolo tuffo in una tazzina di caffè e nella branca dell’arte che si ispira ad essa: la “coffee art“.

Il caffè è fonte di ispirazione

Vuoi per la caffeina contenuta, che agisce da stimolante sul sistema nervoso centrale, vuoi per il gusto tostato, è certo che il caffè stimola le idee. Già Voltaire affermava di bere 40 caffè al giorno per essere ben sveglio e poter “pensare”.

Ma alcuni artisti non si sono limitati solo a berlo: hanno utilizzato l’espresso proprio come un inchiostro. Si parte da un liquido scuro, più o meno coprente, per poi sfumarlo ed ottenere svariate tonalità più chiare.

La coffee art americana

L’artista americana Karen Eland, nel suo studio in Oregon, ha dipinto tantissime tele utilizzando esclusivamente caffè ed acqua, proponendo anche le sue personali rivisitazioni di alcuni celebri dipinti. Tra questi la sua Monna Latte, versione irriverente della “Monna Lisa” di Leonardo da Vinci, rappresentata con in mano una tazzina di cappuccino. Ma anche la Creazione del caffè, rivisitazione del celebre dipinto “Creazione di Adamo” di Michelangelo, facente parte degli affreschi della Cappella Sistina. Nella sua personale versione, la Eland mette in mano una caffettiera ad Adamo, il quale riempie la tazzina che gli porge il creatore.

Monna Latte, di Karen Eland
Creazione del caffè, di Karen Eland

Un’altra donna, Tammie Wales, originaria del Sud della California, dipinge dal 2015 esclusivamente con le 15 tonalità di marrone che ottiene dal caffè, concentrato o diluito con acqua.

opera di Tammie Wales

Americani anch’essi, gli artisti Angel Sarkela-Saur e Andrew Saur, moglie e marito, si definiscono non a caso The Coffee Artists e hanno registrato il marchio Coffee ArtⓇ. Dipingono da più di dieci anni esclusivamente utilizzando caffè, reinventandolo come mezzo pittorico. Partendo dalla considerazione che il caffè è una bevanda universale, consumata in tutto il mondo, provano in ogni opera a creare qualcosa di straordinario partendo da un materiale “ordinario” qual è il caffè che ciascuno di noi beve ogni mattina appena sveglio. Ad Ottobre 2009 sono stati invitati dall’Accademia Italiana Maestri del Caffè a dimostrare la loro spettacolare tecnica pittorica in occasione dell’Host Expo a Milano, la nota fiera dell’ospitalità.

opera di Angel Sarkela e Andrew Saur

L’arte con il caffè nel Bel Paese

E in Italia? Nel nostro paese, in cui l’80% della popolazione beve caffè, non poteva mancare un artista del caffè: nome d’arte Bernulia, all’anagrafe Giulia Bernardelli da Mantova. Nel suo caso le opere d’arte nascono tutte da una tazzina di caffè rovesciata su un tavolo bianco. Ma anche da miele, cioccolato, spezie ed erbe aromatiche. Bernulia però non utilizza i classici pennelli, ma cucchiaini, dita, stuzzicadenti, per coerenza con i particolari “pigmenti” utilizzati. Questi strumenti le servono per trascinare le macchie e creare i suoi capolavori. Ha quasi 100mila followers su Instagram, dove posta in tempo reale le foto delle sue effimere opere. Esse, infatti, non sopravvivono nel tempo, nonostante per la loro realizzazione possano volerci anche dieci ore.

opera di Bernulia

Creare con i chicchi

Ma anche con i chicchi di caffè si possono realizzare opere d’arte, sfruttando la differenza di colore data dai diversi gradi di tostatura. L’artista e scultore russo Arkady Kim è entrato nel 2012 nel Guinness dei Primati realizzando a Mosca “The Awakening” (Il Risveglio), un murales di 30 metri quadrati. Per l’opera ha utilizzato 180 chili di caffè, cioè circa un milione di chicchi. Dieci metri di lunghezza per un’opera tutta da annusare!

                                                                     murales di Arkady Kim

Se dopo aver ammirato tutte queste meravigliose opere d’arte, ti è venuta voglia di un caffè (ma, stavolta, da bere!) corri a scoprire sul nostro shop le tante miscele disponibili.